Autosabotaggio: “Faccio sempre gli stessi errori”. La coazione a ripetere ed i tentativi d’integrazione delle esperienze, per una comprensione più profonda rispetto lo “sbaglio”.

 “Faccio sempre gli stessi errori” potrebbe essere uno dei tanti modi per descrivere la coazione a ripetere. Questo meccanismo, modernamente chiamato anche autosabotaggio, è di natura inconscia e spinge attivamente l’individuo a porsi in condizioni tali da fargli risperimentare sia il trauma che gli esiti del trauma.

La coazione a ripetere è una forma di processamento di stimoli inconsci legato al recupero di memorie. Quando si recupera una memoria è presente una funzione neurologica incosapevole di completamento di pattern. Questa funzione si attiva quando si utilizzano informazioni passate per fornire senso alle informazioni presenti. In tal modo viene eliminata quella quoto di vaghezza dello stimolo per cui non è possibile fornire un contesto di senso. L’esperienza passata fornisce significato all’esperienza presente.

Come per i meccanismi di difesa, la coazione a ripetere non ha aspetti negativi o positivi, è un processo di integrazione delle informazioni. “Faccio sempre gli stessi errori” può lasciar intendere che il processo non sia più funzionale nel presente recando più danno che beneficio. L’autosabotaggio fa quindi riferimento al lato disadattivo della coazione a ripetere.

La coazione a ripetere, scrive Freud nel 1914, è “un modo per ricordare”. Essa non porta in luce gli eventi passati, o le dinamiche degli eventi passati. Essa porta in luce l’esito degli eventi e delle loro dinamiche. È quel processo inconscio che spinge all’attivazione di uno o più comportamenti che nel tempo si sono automatizzati perché ripetutamente funzionali a minimizzare l’impatto traumatico dell’espressione di uno o più affetti.

Leggere il “faccio sempre lo stesso sbaglio” come una forma di ricordo può aiutare la spinta al cambiamento. In altri termini è possibile leggere quegli “sbagli” come una delle modalità che la psiche ha 1) di ricordare eventi passati e 2) di attivarci con lo scopo di rendere adattive nel presente vecchie esperienze che nel passato possono aver creato sofferenza.

Ripetendo gli stessi sbagli si incontra l’esito di vecchi problemi che non hanno avuto la possibilità di integrarsi con il presente. Le esperienze traumatiche rendono difficoltoso il processo di assimilazione delle informazioni affettive, esse bloccano la capacità del sistema psichico di inserirle in schemi/esperienze pre-esistenti in modo da favorire l’estinzione del pericolo. L’aspetto tragico ed autosabotante di questo meccanismo sta nel fatto che rende la persona vittima del suo passato e, allo stesso tempo, gli fornisce l’informazione di essere vittima di sé stessa.