Sono uno psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico. Dal 2019 membro della Società Neuropsicoanalitica, integro la formazione neuroscientifica con le teorie di stampo psicodinamico ed utilizzo prevalentamente la tecnica psicodinamica breve intensiva, Intensive Short Term Dynamic Psychotherapy che si dimostra validata scientificamente .

Utilizzo se necessario l’E.M.D.R. per la desensibilizzazione delle risposte fisiologiche condizionate d’ansia di origine traumatica.

Insegno ai pazienti il Training Autogeno completo, o, in funzione delle necessità, singoli esercizi come metodo di autoregolazione più adattiva dell’ansia.

 

Il lavoro si focalizza sui sintomi che il paziente chiede di risolvere, in letteratura tali sintomi sono considerati come strategie di autoregolazione dell’ansia che nel tempo non si dimostrano più efficaci per gestire i conflitti di natura affettiva profonda. La coazione a ripetere fa emergere le dinamiche autosobatanti che portano il paziente in stallo.

Questo tipo di trattamento è stato sviluppato in Canada nel 1970-80, alla McGill Universty, ed è  sia un modello di trattamento che un modello psicodiagnostico.

Il modello psicodiagnostico permette di valutare direttamente le manifestazioni fisiche dell’ansia, gli effetti fisici dei fattori emotivi, ed i pattern di difesa/evitamento, oppure tutte le abitudini che la persona ha sviluppato in risposta all’ansia.

Tutte queste difese,abitudini, modelli di evitamento, sono legati a momenti sperimentati come traumatici nel corso dello sviluppo.Se durante la fase dello sviluppo una persona ha sperimentato quello che per lei è risultato traumatico, con il passare del tempo avrà difficoltà ad accedere alle emozioni, e nel momento che queste emozioni vengono attivate potrebbe sviluppare sintomatologie fisiche e/o sperimentare ansia.

Il trattamento I.S.T.D.P. si basa sull’esame della fisiologia sottostante le emozioni e sulle abitudini che sono emerse nel momento che tali emozioni sono state attivate. Lo scopo è quello di permettere alla persona di fare esperienza delle emozioni a livello consapevole, solo quando tali affetti traumatizzatti vengono rielaborati alla luce della consapevolezza i sintomi e l’ansia si ridurranno. Tutto il processo avviene in modo consapevole permettendo così al  paziente la libertà di scegliere se trasformare le  difese/abitudini disadattive in difese/abitudini adattive.

L’EMDR è un trattamento psicoterapico originariamente progettato per alleviare l’angoscia associata ai ricordi traumatici. Il modello di elaborazione adattiva delle informazioni presuppone che la terapia EMDR faciliti l’accesso e l’elaborazione di memorie traumatiche e altre esperienze di vita avverse per portarle a una risoluzione adattativa.

L’EMDR si bassa sulla stimolazione bilaterale nel momento che il paziente decide di accedere a ricordi di memorie traumatiche.

Si ipotizza che la terapia EMDR faciliti l’accesso alla rete di memoria traumatica, in modo da migliorare l’elaborazione delle informazioni, creando nuove associazioni tra la memoria traumatica e memorie o informazioni più adattive.

Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento autoindotta che lavora sul ramo parasimpatico del sistema nervoso autonomo, per tale motivo il suo utilizzo è consigliabile per determinate tipologie di problematiche.

Il T.A. si basa su una serie di esercizi che vengono appresi per mezzo dell’eteroinduzione da parte del terapeuta. In seguito il paziente che impara ed applica gli esercizi sarà in grado di autoindurre lo stato di calma necessario.

Nel trattamento è possibile lavorare con tutto il protocollo del T.A. oppure focalizzarsi su esercizi specifici sopratutto in fuzione dell’organo bersaglio che tende alla somatizzazione e all’accumulo dell’ansia legata alle emozioni confluttali che vengono attivate.

In questo video viene spiegato il collegamento tra conflitti affettivi inconsci e le somatizzazioni ad essi legate. Parla li dott. Allan Abbass, esperto in I.S.T.D.P. – Psicoterapia Dinamica Breve Intensivo

“L’ISTDP è una tecnica psicoterapeutica messa a punto dallo psichiatra H. Davanloo arrivando a definire uno strumento estremamente efficace e di breve durata con varie tipologie di soggetti. Attraverso un approccio vis a vis e un atteggiamento attento e costantemente attivo del terapeuta, il paziente giunge ad esperire contenuti emotivi fino ad allora repressi e che, in quanto inespressi, hanno dato origine ad una sintomatologia patologica. La duttilità dell’approccio, una rapida diagnosi effettuata attraverso l’individuazione delle principali vie di scarica dell’ansia e le modifiche tecniche apportate negli ultimi anni permettono un impiego che si adatta perfettamente al singolo utente con applicazioni accessibili alla quasi totalità della popolazione. Da svariati studi recenti l’ISTDP risulta essere efficace con problematiche quali disturbi depressivi, somatizzazioni, attacchi di panico, disturbi d’ansia, disturbi ossessivi, disturbi di personalità, disturbi fobici e sintomi legati a patologie organiche. Sono moltissimi i casi in cui anche un singolo intervento (di una sola seduta) produce una remissione del sintomo.
Abitualmente l’ISTDP prevede una prima seduta lunga, di circa 3 ore, per permettere al terapeuta ed al paziente di fare una vera e propria “prova di relazione”, una replica di quelle che saranno le sedute della terapia, per instaurare la relazione terapeutica e valutare approfonditamente le problematiche del paziente. Con pazienti poco resistenti o senza nuclei di particolare fragilità può essere sufficiente quest’unica seduta. Le 4-5 sedute successive sono solitamente di un’ora e mezza, mentre poi è possibile procedere con sedute da 50-60 minuti settimanali o mantenere l’ora e mezza ogni 15 giorni. Nel corso degli ultimi 10 anni l’ISTDP è stata organizzata anche in blocchi di sedute (Block–Therapy) di 6-8 ore suddivise in 2 giorni consecutivi (3-4 ore a seduta), ripetibili a distanza di settimane o mesi.”