PANICO

La paura priva di oggetto è tipica dell’ansia cronica, ripetuti eventi paurosi vanno ad influire sul sistema neurale dell’affetto grezzo PAURA rendendolo attivo anche quando non serve. Ogni affetto grezzo nasce essenzialmente “privo di oggetto” per poi connettersi al mondo reale per mezzo dell’apprendimento. Nell’uomo la paura è stata studiata per mezzo delle “nevrosi da guerra”, oggi PTSD – Disturbo Post Traumatico da Stress. La paura può diventare un’irritazione onnipresente dell’animo, accompagnata da molte immagini spaventose che segnano profondamente il mondo interno della persona.

Gli eventi che generano stress, se prolungati nel tempo tendono a portare alla depressione; le interazioni con gli altri non danno più gioia dal momento che la semplice possibilità di “stare al mondo” diventa di per sé un forte stress.

Generalmente quando si parla di paura e panico si tende ad assimilare un concetto nell’altro, essi in realtà possono essere distinti. Nel PTSD per esempio emerge maggiormente la PAURA come affetto grezzo, nei traumi d’attaccamento emerge maggiormente il PANICO/SOFFERENZA. Entrambi sono affetti negativi che generano ansia, andrebbe capito quale affetto è maggiormente coinvolto nella sofferenza che la persona porta dentro di sé.

Con un esempio si può fare maggiore chiarezza. Si pensi ad un evento traumatico ben identificabile, come un incidente mentre si viaggia in automobile. L’incidente di per sé è un trauma dal momento che la vita stessa viene messa in pericolo (nostra o di qualcun altro, si parla rispettivamente di trauma diretto o trauma vicario). Da quest’evento può emergere un Disturbo Post Traumatico da Stress, in questo caso abbiamo in primo piano la perdita della sicurezza fisica.

Ora si pensi ad un evento traumatico in ambito relazionale, oppure ad uno stile relazionale di per sé traumatico, per esempio frequenti e violente liti in famiglia o ancora il continuo disinteressamento delle figure di attaccamento verso i figli. Anche questi eventi tolgono il senso di sicurezza nel bambino, egli infatti non possiede tutti gli strumenti degli adulti per fronteggiare il mondo (sia esterno che interno). Entrambi gli eventi sono ugualmente traumatici poiché tolgono il senso di sicurezza interna nella persona che li vive.

Questi due esempi rendono bene l’idea dell’esistenza di Traumi (con la T maiuscola) e traumi (con la t minuscola). I Traumi sono ben identificabili, viene direttamente messa a repentaglio la vita. I traumi invece non sono altrettanto identificabili, essi vanno a formare la struttura psicologica della persona durante tutto il corso della vita, non mettono direttamente a repentaglio la vita ma mettono a repentaglio il Sé.

Ora si pensi di nuovo all’evento traumatico “incidente” e pensate se la persona cha ha subito l’incidente ha alle spalle anche una storia personale di traumi relazionali: la sofferenza dove origina? Di fatto la sofferenza c’è, ma quale affetto è maggiormente coinvolto? La PAURA o il PANICO/SOFFERENZA? In che modo un affetto interagisce con l’altro?
Questo sono domande importanti. La PAURA dell’incidente potrebbe attivare il PANICO/SOFFERENZA derivante da una difficile storia di relazioni, ma una volta che si prende pieno contatto con la sofferenza relazionale (la sofferenza del Sé) non basta lavorare solo sulla PAURA dell’evento traumatico “incidente” per togliersi quel senso di disagio, preoccupazione e malessere che comincia a fare da sottofondo nella vita. La sopravvivenza del mondo interno è importante tanto quanto la sopravvivenza dell’organismo. Anche nel caso delle fobie (specifiche ma anche nel caso della fobia sociale) l’origine traumatica ha un ruolo determinante.

 

Sperimentare per a lungo affetti negativi troppo intensi porta all’attivazione dei meccanismi di difesa che la natura ci ha fornito, in tal caso saranno le problematiche corporee in primo piano poiché saranno direttamente chiamate in cause le emozioni di base. Emozioni così intense “spengono” il cervello, non si è letteralmente in grado di trovare i nessi causali né si è letteralmente in grado di pensare ad i propri stati emotivi. È proprio per questo motivo che spesso i pazienti psicosomatici chiedono aiuto come ultima spiaggia ad un professionista della salute mentale. Tutti gli accertamenti medici risultano negativi eppure la sintomatologia corporea è presente.

 

 

Chi soffre di Disturbo di Panico generalmente ha attacchi di intensa ed estrema ansia. Gli attacchi possono durare attorno ai 10 minuti ma anche di più. Possono esserci attacchi ripetuti: un attacco di panico si inerisce in un altro attacco. l’intensità e la sintomatologia può variare nel tempo e a volte è necessario un aiuto esterno per calmare la persona che soffre di panico. Alcuni sintomi sono tachicardia, vista offuscata, forti tremori, una paura incontrollabile (di perdere il controllo o diventare pazzi), sudorazione eccessiva, senso di soffocamento, un senso di essere disconnessi dalla realtà.